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Se i ragazzi a scuola non ci vogliono andare, state tranquilli che non ci andranno! Lo sanno bene i genitori! Partiamo da questo punto per analizzare la dispersione scolastica e trovare le soluzioni.

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Investire seriamente nell'istruzione pubblica laica statale. L’obbligo scolastico a 18 anni è un’ottima proposta ma credo non sia sufficiente per combattere la dispersione scolastica e contrastare i fenomeni pericolosi di “Neet” e “Hikikomori”. Pochi giorni fa tutti i media italiani hanno ripreso la notizia che vorrebbe al vaglio una proposta di estensione dell'obbligo scolastico fino a 18 anni. Motivazione? Combattere la dispersione scolastica. Forse sarebbe opportuno ripensare anche ad un processo di valutazione di fine anno per tutti gli anni delle scuole secondarie di secondo grado con un esame finale. Dobbiamo alzare il livello qualitativo dei nostri studenti e portare l'obbligo a 18 anni. Con la possibilità, in corso d'opera, di reindirizzare gli studenti meno portati per lo studio, in indirizzi professionali, all'interno dello stesso istituto, seguirli anche dal punto di vista psicologico – motivazionale ed evitare l’autoesclusione dal tessuto sociale (fe...

Cara Lucia Azzolina, prima che diventassi ministro, eri d’accordo su tutto quello che ho scritto in questo articolo. Oggi lo sei ancora?

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Cara Lucia Azzolina, prima che diventassi ministro, eri d’accordo su tutto quello che ho scritto in questo articolo. Oggi lo sei ancora? L'Italia non ha bisogno di schiavi e stupidi utili, di test(Invalsi)-man ma di una scuola di qualità. L'Invalsi “testificio” è uno strumento pericoloso che annulla il pensiero critico, non permette l'analisi e la risoluzione dei problemi diversificati, non tiene conto delle diverse situazioni territoriali, sociali e di disabilità degli studenti e dà un voto ad un docente che eredita la classe con lacune, trasformandolo di colpo in un insegnante incompetente. Il sindacato Unicobas dice NO alla scuola dei “testifici”! E’ contro la Legge 107/2015. Noi protestiamo contro la cancellazione per tutti, della titolarità di istituto, contro la disparità di trattamento per e fra i neo-assunti, contro gli ambiti territoriali grandi quasi come i territori provinciali. I docenti sono di fatto senza più nessuna stabilità lavorativa, senza più conti...

Noi siamo contro la regionalizzazione del sistema di istruzione

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Le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno fatto richiesta formale al Governo di “Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” anche riguardo alle “norme generali sull’istruzione”, ai sensi dell’art. 116 della Costituzione. Lombardia e Veneto chiedono che tutta l’istruzione passi sotto il controllo regionale: programmi, dirigenti, personale e ufficio scolastico. L’Emilia Romagna chiede il passaggio alla Regione dell’Istruzione professionale, la possibilità di integrare l’organico statale con un organico regionale e risorse certe per programmare l’offerta scolastica. Altre Regioni sembrano seguire la strada autonomistica. Il rischio evidente è di avere tanti sistemi scolastici diversi regione per regione, con programmi, titoli di studio e gestione del personale locali. Anche l'autonomia differenziata dell'Emilia Romagna è pericolosa per l'istruzione. La scuola è un’Istituzione a fondamento dell’unità nazionale del Paese, bisogna fare il possibile...

Calamandrei e la regionalizzazione dell’istruzione

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Con la regionalizzazione dell’istruzione tutti gli studenti, gli insegnanti, il personale non docente dovranno ubbidire agli indirizzi politici dell’assessorato regionale, nel caso di Lombardia e Veneto alla Lega e dell’Emilia Romagna al PD. La scuola confessionale sarà riconosciuta “pubblica”. Eppure Calamandrei nel 1950 affermò: “Negli stati in cui la scuola privata è in fiore, sono i privati che danno allo stato il contributo della loro ricchezza, per accrescere la vitalità scolastica della nazione. Non il rovescio: cioè che sia lo stato che dimentica di fare il minimo necessario per la propria scuola e che poi disperde i suoi pochi denari in questa specie di protezionismo scolastico che consiste nel dare sussidi alle scuole private. Per prevedere questo pericolo, non ci voleva molta furberia. Durante la Costituente, a prevenirlo nell’articolo 33 della Costituzione fu messa questa disposizione: “Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senz...

La regionalizzazione si farà! Diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova»...

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La regionalizzazione si farà! Diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova».  I parlamentari 5Stelle e della Lega sulle questioni spinose dell'istruzione, dopo un anno, hanno fatto poco o quasi nulla.  Nulla è stato fatto per aumentare gli stipendi a tutto il personale della scuola statale (prof e personale non docente). Nulla sulla Legge 107 ( a parte una legge sulla chiamata diretta ma monca sulla parte dei dirigenti) ma di fatto solo parole ma nessuna norma che ne blocca il funzionamento.  Non sono stati cancellati i contributi statali alle scuole paritarie. Non è stato cancellato il sistema di valutazione Invalsi, rimandato solo di un anno. Sull’Alternanza è stato ridotto solo il numero di ore ma c’è ancora. I controlli alle scuole paritarie sono ancora una pura fantasia.  A pensar male di solito non si sbaglia mai. Perché è tutto fermo? Ecco gli indizi che mi fanno pensare che all...

Sciopero scuola: 17 maggio, tutti insieme contro Governo e Ministro

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Fallito il tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro fra Governo e sindacati del comparto scuola. Appena usciti dall’incontro i sindacati hanno annunciato che, a questo punto, non c’è più motivo per attendere ulteriormente: il 17 maggio sarà sciopero, per bloccare il progetto di regionalizzazione, per ottenere l’apertura del tavolo contrattuale e per far sì che il Governo affronti seriamente i temi del precariato e del personale Ata. Nel corso dell’incontro il Ministero dell’Istruzione ha annunciato la propria intenzione di aprire un tavolo di confronto a partire dal prossimo lunedì 8 aprile, ma questo non è bastato a Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals e Gilda che hanno già proclamato ufficialmente lo sciopero. E si attende da un momento all’altro anche la proclamazione da parte di Cobas e Unicobas, logica conclusione di un ampio tavolo di confronto sul tema della regionalizzazione apertosi già tempo con la partecipazione dei 5 principali sindacati rappre...

In arrivo nel prossimo contratto un codice etico per i professori? Lo stato di polizia dentro la scuola è servito!

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Via i docenti contrastivi e polemici. La scuola sta pericolosamente cambiando, non la riconosco più, sempre più lontana da quel luogo dove si dovrebbe respirare cultura, dove si aiutano gli studenti ad acquisire il sapere critico, dove si respira libertà e democrazia. La fiducia è un sentimento di sicurezza che deriva dal confidare in qualcuno o in qualcosa. E’ una convinzione personale di correttezza e verità e non può essere forzata. Se si ottiene la fiducia di qualcuno si è stabilita una relazione interpersonale sulla comunicazione e sulla condivisione di valori ed esperienze. La fiducia dipende sempre dalla reciprocità. Il rapporto che si crea tra studente ed insegnante è fondamentale e si basa sulla fiducia, sulla correttezza, sulla verità. Il comportamento del docente diventa spesso un modello educativo da seguire per gli studenti. Vietare l’utilizzo di Facebook a scuola e il dialogo sul Web tra genitori alunni e prof è assolutamente sbagliato. La formazion...

Il docente tecnico pratico (ITP) è un patrimonio professionale, un esempio concreto di eccellenza italiana ma che si sta estinguendo per colpa di questa politica...

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La figura dell'insegnante tecnico pratico spesso viene scambiata per assistente tecnico ma è un docente a tutti gli effetti. Bisogna però rammentare a qualche collega di laboratorio che proprio la (compresenza) deve prevedere una propria didattica collegata agli argomenti trattati dal docente teorico.  Non si può lasciare gran parte delle attività didattiche all'insegnante di teoria altrimenti si corre il rischio di passare dalla parte del torto.  Per questo motivo dobbiamo continuare il nostro validissimo e preziosissimo lavoro in laboratorio perchè la scuola pubblica laica statale ha la necessità del supporto fondamentale del docente di laboratorio, anzi andrebbe inserito trasversalmente in ogni ordine di scuola nell'ambito delle nuove tecnologie. Nel caso del laboratorio di informatica gestionale, gli esercizi nei vari linguaggi di programmazione ed i progetti informatici devono essere gestiti dagli Itp (insegnanti tecnico pratici) dalla fase d...

E' colpa degli insegnanti della scuola statale se gli studenti sono ignoranti? No! Rivolgetevi ai politici incompetenti!

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prof. Paolo Latella Unicobas Scuola Lombardia La docente universitaria Emma Nardi (Università Roma Tre) ha dovuto correggere l'email degli studenti perchè piene di errori grammaticali, lo sta facendo dal 2010... 600 tra accademici della Crusca, rettori, storici (Galli della Loggia, Canfora ed Isnenghi), filosofi (Cacciari), sociologi (Diamanti) hanno firmato un appello e inviato al Governo nel quale denunciano l'incapacità degli studenti di scrivere in italiano. Dopo tutte queste denunce... facciamo chiarezza. Di chi è la colpa? Dalla riforma Berlinguer fino ad oggi la scuola pubblica laica statale ha subito una regressione strutturale dal punto di vista didattico (riduzione di ore di lezione frontale e laboratoriale per gli studenti ma con un programma da svolgere addirittura maggiore) e organizzativo gestionale ( aumento del 100 % di classi assegnate ai professori, da tre classi a 6-8 classi e spesso con un numero massimo di tre ore per classe), aggiungiamo anche un ...

L'insegnante non può e non deve rappresentare la povertà! Oggi l'Unicobas lo ribadirà in VII Commissione Cultura ed Istruzione del Senato della Repubblica

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L'insegnante non può e non deve rappresentare la povertà! Oggi l'Unicobas lo ribadirà in VII Commissione Cultura ed Istruzione del Senato della Repubblica! Nella scuola pubblica laica statale sta avvenendo lentamente una lacerazione nelle diverse categorie lavorative. Non si tratta di rispetto verso questo o quello perchè insegna alle scuole primarie, alle secondarie di primo grado e secondo grado, perchè è un insegnante laureato o un docente diplomato. E' la grande insofferenza, la paura della povertà che spinge i docenti a litigare tra loro per il fondo di istituto o per il fondo premiale! Tutto questo nervosismo indirettamente finisce per incidere nella didattica e sulle motivazioni professionali. Come si può rimanere sereni in classe e in laboratorio se hai problemi economici? Gli studenti sono le principali vittime di questo sistema, molti di loro vivono una situazione familiare difficile e spesso a scuola riversano i loro problemi esistenziali n...